
Come scegliere
Agenzia di marketing odontoiatrico: come sceglierla
I modelli in circolazione, che cosa cambia fra l'uno e l'altro, e per quale studio ciascuno ha senso.
Come si sceglie un'agenzia di marketing odontoiatrico?
Guardando due cose prima del prezzo: se lavora solo con studi odontoiatrici o applica schemi presi da altri settori, e quanto budget il suo modello richiede prima di portare il primo paziente in studio. Sono le due differenze che decidono se un servizio è sostenibile per uno studio, al di là di quanto costa.
Questa pagina la scrive Fagiani Consulting, che di questi modelli ne pratica uno. Per questo descrive il proprio e dice anche per quali studi non è adatto, invece di dare pagelle agli altri.
Il catalogo che ci si sente proporre
Un titolare che comincia a informarsi raccoglie in poche settimane un elenco di proposte che si somigliano tutte: il sito web, la landing page, le campagne su Facebook, le campagne su Google perché intercettano chi ti sta già cercando, la gestione della pagina social, un articolo di blog a settimana, l'open day, i cartelloni.
Ognuna di queste cose, presa da sola, non è sbagliata. Il problema che Fagiani solleva nei video è un altro: sono strumenti, e un elenco di strumenti non è una strategia. Manca il pezzo che dice come si tengono insieme e che cosa deve succedere, nell'ordine, perché una persona che non ti conosce arrivi in studio già convinta.
C'è anche una versione particolarmente costosa di questo problema, ed è quella in cui la mancanza di risultati viene spiegata con il tempo: bisogna avere pazienza, il posizionamento è lungo, tra un anno si vedrà. Fagiani racconta di studi arrivati da percorsi di otto mesi senza un risultato misurabile.
La pubblicità tradizionale e la soglia di budget
Cartelloni, giornali, televisione: funzionano. L'obiezione che Fagiani muove non è sull'efficacia in sé, ed è più interessante di così.
La pubblicità tradizionale ha bisogno di superare una certa massa di spesa prima di produrre qualcosa. Sotto quella soglia il messaggio non è abbastanza presente sul territorio perché le persone lo vedano e lo rivedano; sopra, può diventare molto efficace. L'ordine di grandezza che porta come esempio è di decine o centinaia di migliaia di euro, e cita uno studio americano che collocava la soglia oltre il milione.
Il punto è la cassa. Fino a quella cifra non si incassa nulla, quindi sono uscite senza ritorno nel breve. È un budget che uno studio odontoiatrico normalmente non può stanziare, e questo, non l'inefficacia, è la ragione per cui non è il punto da cui partire. Le piattaforme digitali, se usate bene, possono produrre risultati fin da subito con cifre di un altro ordine.
Da qui anche l'osservazione sui consulenti che portano a esempio le grandi marche internazionali: quelle aziende non sbagliano, semplicemente non sono uno studio dentistico e non hanno le sue possibilità di spesa. Un modello va valutato dentro il settore in cui deve funzionare.
Perché il modello pubblicitario classico rende poco nel medico
La seconda differenza è di forma, e riguarda come si comunica.
Il modello istituzionale, quello a cui la testa va quando si pensa alla pubblicità, crea distacco. Nel rapporto fra medico e paziente serve l'opposto: avvicinamento, empatia. Un messaggio che si presenta come uno spot ottiene esattamente il contrario di quello che serve.
C'è poi un fatto meccanico che vale su ogni piattaforma social. In televisione la pubblicità è obbligatoria: passa e non la puoi saltare. Su Facebook e Instagram è facoltativa, e basta un pollice. Quindi un messaggio riconoscibile come pubblicità viene scorso via prima ancora di essere letto, e l'unica strada che resta è che somigli il meno possibile a una pubblicità.
È anche il motivo per cui un'agenzia che lavora bene in un altro settore non è automaticamente adatta qui. Gli schemi che funzionano dove si vendono prodotti si trasferiscono male su una decisione sanitaria, che una persona prende su basi diverse.
Che cosa cambia in un sistema costruito sui contenuti del titolare
L'alternativa che il Passaparola Digitale Odontoiatrico propone non è un altro strumento da aggiungere al catalogo: è spostare il lavoro su chi il paziente deve scegliere, cioè il medico.
In pratica: chi vede l'annuncio non finisce su un modulo, ma su un percorso di pagine e contenuti in cui il medico spiega, e in cui compaiono le esperienze di altri pazienti. Quando quella persona arriva in studio, il rapporto di fiducia è già cominciato, ed è la differenza che fa sì che non stia confrontando solo preventivi.
Il costo per lo studio è di due o tre ore di registrazione, in una sessione sola: la maggior parte degli studi seguiti gira al massimo tre video in tutta la collaborazione. Montaggio, campagne e gestione restano all'agenzia, e a ogni studio è assegnato un Project Manager raggiungibile in chat diretta.
Per chi ha senso, e per chi no
Questa è la parte che di solito nessuno scrive, e senza la quale un confronto non serve a niente.
Ha senso per uno studio che già funziona e vuole crescere: prezzi medio alti, un'organizzazione che regge un aumento di richieste, e un titolare disposto a mettere la faccia in due o tre ore di video. Su quest'ultimo punto non c'è margine: il metodo si regge sui contenuti del titolare, e se il titolare non vuole comparire non è il metodo giusto per lui.
Non ha senso, e viene detto esplicitamente nei video, per uno studio in difficoltà che cerca qualcuno che lo salvi. Se qualcosa non funziona dentro lo studio, il marketing non lo aggiusta: lo rende soltanto più visibile. Non ha senso nemmeno per chi vuole competere sul prezzo più basso, perché tutto l'impianto è costruito per fare il contrario.
E c'è un'avvertenza che arriva dai clienti stessi, non da noi: bisogna essersi strutturati per reggere il carico. Fra le testimonianze pubblicate più di uno segnala che il primo effetto non è stato sui numeri ma sull'organizzazione, e che riorganizzarsi è stato necessario prima ancora che utile.
Domande
Come si sceglie un'agenzia di marketing odontoiatrico?
Guardando due cose prima del prezzo: se lavora solo con studi odontoiatrici o applica schemi presi da altri settori, e quanto budget il suo modello richiede prima di portare il primo paziente in studio. Sono le due differenze che decidono se un servizio è sostenibile per uno studio, al di là di quanto costa.
Meglio un'agenzia generalista o una specializzata in odontoiatria?
La differenza non è il titolo che si dà, è se gli schemi usati vengono da un altro settore. Una decisione sanitaria si prende su basi diverse da un acquisto, e il modello pubblicitario classico crea distacco proprio dove servirebbe fiducia.
I cartelloni e la pubblicità sui giornali funzionano per un dentista?
Funzionano, ma sopra una soglia di spesa alta: prima di quella non si incassa nulla, e per uno studio odontoiatrico è un budget difficile da stanziare. È la ragione per cui non è il punto da cui partire, non un giudizio sull'efficacia.
Devo per forza comparire nei video?
Sì, e sono due o tre ore in tutto. Il sistema si regge sul fatto che a spiegare sia il medico che il paziente poi sceglierà: se il titolare non vuole comparire, questo non è il metodo giusto per il suo studio.
Lavorate con studi che stanno andando male?
No. Viene dichiarato esplicitamente: se qualcosa non funziona all'interno dello studio, il marketing non lo sistema. Gli studi seguiti sono studi che già vanno bene e vogliono crescere senza abbassare i prezzi.
Da dove viene questa pagina
Il testo riprende, in forma discorsiva, quello che Daniele Fagiani dice in questi video pubblicati sul canale. Si possono guardare per intero.